Gruttas e Nurras - La grotta Corbeddu

 [mi sveglio]

 "Quanto tempo è passato? Mi sembra di essere qui da una vita. Il vetro si alza, rompe il silenzio ovattato che mi culla. Risate nuove, voci allegre. Un gruppo di persone mi guarda con curiosità e attenzione, come si guarda un vecchio amico dopo tanto tempo. Con cura mi posano su un piedistallo, sono rivolto verso la finestra. È una bella giornata, deve essere estate. Ah... il sole. Mi puntano degli obiettivi e mi proiettano addosso delle luci, dei laser che mi traversano orizzontalmente. Per un attimo provo paura, poi ricordo, sorrido per il pensiero stupido e mi godo il momento diverso in cui vengo girato e rigirato, accarezzato anche. Parlano di 3D. Alcuni di loro sembra mi conoscano bene, altri non hanno mai sentito il mio nome e iniziano a fare domande. Chi meglio di me può rispondere?

 

Mi trovo qui per un insieme di improbabili incontri, in luoghi fantastici, tra persone persone speciali e spero mi perdonerete se inizio a raccontare dalla fine, ma prendo tempo per spolverare i ricordi.

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Monte Albo - Apertura anno speleologico

La tradizionale apertura dell'anno speleologico quest'anno si è tenuta a Monte Albo in località Mandra Brujata: scopo della spedizione era l'esplorazione di una voragine pubblicata in un vecchio numero della rivista Gruttas e Nurras (1979). A breve verranno pubblicate le fotografie e il confronto tra il nuovo rilievo e quello vecchio.



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Prolagus 3D

Nelle sale del Museo Archeologico di Nuoro, i tecnici dell'Ailun hanno compiuto una scansione tridimensionale della ricostruzione in gesso del Prolagus risalente alla fine degli anni sessanta e realizzato da Daniel Oppliger del Museo di storia Naturale di Basilea (Svizzera) e Mary Dawson del Carnegie Museum di Pittsburg.

Teca espositiva del Prolagus

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Maggio 2018 - Monte Omene (fotografie)

Esplorazione di due piccole voragini in zona Monte Omene.



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Il Prolagus Sardus

Dai vari resti fossili trovati in varie parti d’Europa. per lo più sotto forma di breccia ossifera, si deduce che alcune ascendenti del Prolagus Sardus abbiano vissuto abbondantemente in questa estesa area geografica fra i 25 e i 10 milioni di anni fa, restringendosi successivamente fino a circa 2 milioni di anni fa all’area geografica sardo-corsa dove il discendente Prolagus visse ancora durante il neolitico e si estinse in un non ben determinabile tempo storico.
Brecce ossifere di questo animale sono state localizzate dal Gruppo Grotte Nuorese nel Monte Albo, tra Lula e Siniscola, e presso Silanus, risalenti a depositi formativi entro cavità calcaree, venute a luce per smantellamento erosivo e corrosivo della soprastante roccia da parte degli agenti atmosferici.
Ma il più grande deposito di ossa sfuse di Prolagus Sardus, fu da me rinvenuto nel 1967 dentro la Grotta Corbeddu. frammisto a numerosi avanzi di pasto, costituiti prevalentemente da ossa di cervo e muflone, consumati in un insediamento umano risalente a una fase neolitica durante la quale il cinghiale doveva essere ancora assente dalla Sardegna o almeno dall’areale di caccia di quell’importante insediamento umano che fu la Valle di Lanaittu.